La materia prima per fare il vetro proviene da un minerale detto quarzite. La quarzite è una roccia bianca contenente silicio che è una sostanza che si “vetrifica” se riscaldata e poi raffreddata., diventando dura e trasparente.

Le cave di quarzite sono i giacimenti da cui si estrae il minerale, sono a cielo aperto, cioè di superficie e si ottengono scavando il terreno roccioso. Prima di procedere si effettuano i sondaggi per cercare il punto migliore ove scavare, poi la scopertura del manto vegetale ed infine lo sbancamento del terreno con le ruspe che porta il minerale alla luce.

La cava si lavora a gradoni, cioè si realizzano degli scalini enormi , alti anche 10 o 20 metri, ogni gradino ci porta più in profondità.  La cava appare come un buco a forma di imbuto con le pareti a gradoni. Sulle pareti una trivella fa dei fori, in essi viene riposta la dinamite che viene fatta esplodere provocando la rottura della roccia in massi. Questi massi vengono raccolti dalla ruspa e portati in un posto, detto frantoio,  dove vengono frantumati e ridotti quasi in polvere.  Quando la cava si è esaurita viene ricoperta e viene sistemato un nuovo manto vegetale sicchè tutto torna come prima. Il prodotto che viene portato in industria è dunque una polvere biancastra di quarzite.

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Industria del vetro.

Per ottenere il vetro bisogna mischiare la Silice (650%) con la Dolomite(migliora la resistenza del vetro) e la Soda (abbassa la temperatura di fusione del vetro)  e fondere questa miscela di polveri a 1500°C. La miscela può contenere anche altri tipi di polveri, a seconda del tipo di vetro che si vuole ottenere.  Essa viene portata in un forno alla temperatura di 1550°C dove la miscela fonde e diventa una pasta incandescente semiliquida, di colore rosso incandescente. Un pezzo di pasta viene tirata fuori con un attrezzo di metallo e viene lavorato. Quando si è ottenuta la forma, l’oggetto ancora molto caldo viene messo in un secondo forno per fare la ricottura: il forno ha una temperatura più bassa (700°C – 500°C) del precedente ed in esso l’oggetto viene fatto raffreddare molto lentamente per evitare che si formino delle crepe.

 

Metodi di lavorazione.

Soffiatura meccanica: può essere utilizzata per realizzare bottiglie od oggetti di forme complicate. Si tratta di mettere un pezzo di pasta incandescente in uno stampo e poi soffiare dentro il pezzo di pasta. La pasta si gonfierà come un palloncino ed aderirà allo stampo, prendendo la forma volute. Talvolta si può usare un secondo stampo per fare un secondo soffiaggio meccanico ed ottenere un “affinamento” della forma. Una volta formato l’oggetto si può rimuovere dallo stampo.

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Soffiatura artistica: è simile al caso precedente solo che la forma ottenuta è un prodotto artistico: una statuina in vetro, un candelabro, un piatto. L’operaio prende dal forno la palla di vetro incandescente, con un tubo di ferro, soffia nel tubo e la massa di pasta di vetro comincia a gonfiarsi, restando vuota all’interno. Poi con le pinze modella il vetro realizzando manici, o decorazioni. Le pinze vanno raffreddate continuamente in acqua e la massa va girata in continuazione perché è ancora molle e può staccarsi dal tubo di ferro e cadere a terra.

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Floating glass: è il metodo per fare le lastre di vetro. Poiché le lastre sono prodotte in formati molto grandi e solo successivamente vengono tagliate in prodotti più piccoli, la macchina folating glass è molto grande e lunga. Floating glass vuol dire vetro galleggiante ed infatti nella macchina, il vetro fuso viene rovesciato su un lago di stagno fuso, dove galleggia come l’olio galleggia sull’acqua. Facendolo galleggiare si riesce a fare distendere il vetro fuso fino a fare le lastre di vetro larghe e sottili. mano mano il vetro si raffredda e poi con dei rulli viene portato via dallo stagno, privato dei difetti di lavorazione e tagliato in grandi lastre.

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Lavorazione di prodotti d’arte.